Soriano, Orsolini e Sansone rispondono a Pajac


L’esultanza del Bologna. Ansa

L’esultanza del Bologna. Ansa

Finisce con Joey Saputo che si alza dal seggiolino imperiale per caricare la folla (25.000 spettatori) in quei cinque minuti finali che vedono l’Empoli disperatamente alla ricerca di un pareggio che alla fine diventa 3-1 con sigillo spaccatutto di Sansone. Bologna quasi salvo e a +8 dai toscani (con lo scontro diretto a favore), Empoli che vede sempre di più l’inferno e la Curva Bulgarelli che canta “Sinisa resta con noi” ripetutamente. Il futuro bolognese può cominciare, mentre quello dei toscani (padroni di una manovra da manuale e di un vantaggio meritatissimo lungo il corso del primo tempo) si fa sempre più di serie B. Ma con grande onore, se così dovesse succedere.

SINISA FURIBONDO
Andreazzoli, con tante defezioni difensive, si presenta con la terza linea a tre ma il centrocampo è formato dai titolari e in avanti ha killer-Caputo (15 gol) e Farias, che nel gennaio scorso è stato a mezzo passo dal Bologna. Mihajlovic conferma la sua Task Force: Palacio fa sempre il Falso-9, Dzemaili vince il ballottaggio con Poli, torna Dijks a sinistra e vengono confermati Orsolini e Sansone ai fianchi di Soriano nel 4-2-3-1. Il problema per il Bologna è che vengono fallite subito ghiotte occasioni: quella più grossa è di Orsolini che dopo un errore della difesa empolese spara di destro fuori di poco a porta quasi spalancata. Gli altri? Di Pulgar e Sansone. L’Empoli pressa in ognidove e mette il naso fuori verso la porta avversaria una volta: è quella del gol. Il Bologna libera ma Orsolini perde palla (forse colpito fallosamente da Rasmussen), la conquista Pajac (uno dei migliori) un tiro sul quale Skorupski non c’è: 0-1. Gol strepitoso che rimescola tutta la volata salvezza. E da quel momento il Bologna non fa praticamente nulla che possa dare l’idea di un pareggio. A tal punto che ancor prima che Valeri fischi la fine del primo tempo, Mihajlovic prende la via degli spogliatoi: è furibondo.


EUROGOL
Ed evidentemente la sfuriata serve: perché il Bologna non cambia uomini ma testa sì. Al 7’ c’è un pallone di Sansone che coglie dall’altra parte del campo Soriano, un colpo Insigne-Callejon per intenderci: l’ex doriano sbuca da dietro ed è 1-1. Da quel momento l’Empoli non di disunisce ma non filtra verso l’area avversaria come nel primo tempo: è il Bologna che fa la partita, a fasi alterne ma la fa con più convinzione e la voglia di non accontentarsi. Poco alla volta Andreazzoli infila Acquah per uno spento Farias, poi Pasqual e infine Mchedlidze ma il Bologna passa ancora due volte: eurogol gol nel “sette” di Orsolini (dopo palla rubata da Sansone) per il 2-1 e chiusura al minuto 49’ di Sansone. Bologna fa festa dopo mesi d’inferno, l’Empoli dentro l’inferno c’è assai.

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 Matteo Dalla Vite 

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