Spagna, studentessa di 13 anni cacciata dalla scuola perché indossa il velo islamico


A una studentessa di tredici anni di una scuola di Jumilla, nei pressi di Murcia, in Spagna, è stato impedito di frequentare le lezioni perché indossava il velo islamico. La decisione è stata assunta dai dirigenti dell’istituto primario Cruz de Piedra. Samira El Younesy, madre della giovane, ha dichiarato al quotidiano La Verdad che sua figlia “ha pianto e sofferto molto, dal momento che voleva solo andare a scuola a studiare”.

La donna ha spiegato che dopo un incontro con la direzione scolastica, che le ha comunicato che non era stata emessa nessuna misura di espulsione, la ragazza è tornata a scuola “ma è stata portata in biblioteca, da sola con un insegnante, come punizione per non aver rispettato le norme. Inoltre le hanno dato molti compiti a casa, sempre allo scopo di punirla per essere entrata in classe con un velo”.

La vicenda ha profondamente turbato l’opinione pubblica spagnola, accendendo un dibattito sulla legittimità di provvedimenti fortemente punitivi nei confronti di una ragazza che non aveva fatto nulla di male. Dopo le proteste di decine di associazioni, tuttavia, i dirigenti della scuola non solo non hanno fatto nessuna autocritica, ma hanno fortemente rivendicato la decisione presa sostenendo che la tredicenne aveva violato i regolamenti interni riguardanti l’abbigliamento . Anche il Ministero dell’Istruzione è intervenuto, ma per sanzionare il comportamento dei dirigenti scolastici e rassicurare che la studentessa – che nel frattempo si è iscritta in un altro istituto – sarebbe potuta entrare in classe con il velo.


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