Spiegate perché il debito scende meno di quanto richiesto


La Commissione Europea ha inviato un nuovo avvertimento al governo italiano. Nel pomeriggio di oggi, il Ministero dell’Economia ha ricevuto una lettera da parte di Bruxelles nella quale si chiede “di fornire una relazione sui cosiddetti ‘fattori rilevantì che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/PIL con una riduzione meno marcata di quella richiesta”. La risposta dovrà essere trasmessa entro il prossimo 13 novembre. Una lettera simile era stata inviata anche negli anni passati. La risposta “sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata”, ha chiarito il Mef.

Secondo la Commissione, “il debito pubblico italiano rimane una vulnerabilità cruciale”. Nel maggio scorso la Ue ha chiuso una analisi sul debito italiano e per questo motivo ora chiede al governo di spiegare perché il debito italiano che era a 131,2% del Pil nel 2017 scenderà solo al 130,9% nel 2018 e al 130% nel 2019 e non di più come auspicato dalla Ue. “Nonostante la riduzione prevista del rapporto Debito/Pil, non si prevede che l’Italia soddisfi prima facie il parametro di riferimento relativo all’adeguamento del rapporto debito Pil nel 2018 e nel 2019. Un debito pubblico così elevato limita lo spazio di manovra del governo per spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini. Date le dimensioni dell’economia italiana, è anche una fonte di preoccupazione per l’area euro nel suo complesso”, si legge nella missiva.

“L’ampia espansione del bilancio 2019 è in contrasto con l’aggiustamento raccomandato dal consiglio e questo unito ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale è incompatibile con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito Pil dell’Italia”, spiega la missiva della Commissione.


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