Sportiello contro la sua Atalanta. Dagli inizia a quelle incomprensioni con Gasp


Difficilmente le 88 presenze in maglia Dea avranno un seguito. Colpa di alcune incomprensioni mai totalmente dimenticate, senza le quali quella avventura sarebbe stata di certo speciale. Storia forse vecchia, ma che torna attuale ogniqualvolta Sportiello sfida i “suoi” colori. Tutte quelle partite (e che partite) avrebbero meritato ben altro finale. A Bergamo ha trascorso una vita, inizia nel 1999 e rimane fino al 2010. Lì parte la “gavetta” tra Seregno (D), Poggibonsi (ex Lega Pro, seconda divisione) e Carpi (Prima Divisone), dove conquista la promozione in B. Poi il calcio più bello, così velocemente. Quasi senza accorgersene.

Sportiello in uscita su Insigne del Napoli. Afp

Sportiello in uscita su Insigne del Napoli. Afp

ascesa
L’Atalanta crede in lui. In primis mister Colantuono, deciso ad affidargli i guantoni da titolare nella stagione 2014-2015. Via Consigli, nella società maestra coi talenti spazio all’ennesimo giovane. Ora, però, nel ruolo più delicato. Nessun problema per Sportiello, che risponde alla grande con rigori parati (indimenticabili quelli a Palacio e Higuain) e prestazioni super. Tutto confermato nel campionato 2015-2016, con Reja in panchina. Logico, a quel punto, parlare di mercato. Le big italiane e straniere lo seguono, ovviamente pure l’ex c.t. Conte che lo convoca per uno stage pre-Euro 2016. Niente male per chi è cresciuto col mito di Buffon (e che stravede per Handanovic). È il suo momento, utopia immaginare la successiva rottura.


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rammarico
Su “Marcone” (come lo chiamano gli amici) c’è anche il Napoli di Sarri. Il ragazzo è attratto dall’occasione, nonostante la presenza di Reina. E forse frettolosamente spinge per arrivare all’accordo. Mossa che non piace a Gasperini, neo tecnico dell’Atalanta. Qualche incomprensione (“Ma ormai è tutto risolto”, così Sportiello un girone fa), 8 match in campionato, poi maglia a Berisha. A gennaio addio inevitabile, c’è la Fiorentina. In viola 39 presenze fino al giugno 2018, momento del ritorno a Zingonia. Conta poco, però, il contratto valido fino all’estate 2020. Impossibile rimanere, si cambia ancora. Questa volta si va a Frosinone. E, scherzo del destino, l’esordio in A con la nuova maglia arriva nel 4-0 dell’andata. Domani sarà un’altra sfida, per Marco di certo particolare. La vivrà tra mille pensieri e voglia di rivincita, anche se il rammarico resta. Colpa di qualche incomprensione mai dimenticata. Peccato. Con una stretta di mano in più, chissà come sarebbe andata…


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