Statali, l’annuncio del ministro Bongiorno: Arrivano le nuove assunzioni


Il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, ha annunciato, a margine di un’audizione alle commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro di Camera e Senato, che sono in arrivo assunzioni per gli statali. “Sono arrivati i fabbisogni dei ministeri e anche delle forze dell’ordine”, assicura il ministro. Si tratterà, innanzitutto, di “assunzioni mirate” che partiranno da quelle di “esperti in digitalizzazione e semplificazione delle procedure, due categorie che nel mio provvedimento dovranno avere la priorità”. La spiegazione della Bongiorno è semplice: “Perché se non semplifico non posso digitalizzare”.

Il piano di assunzioni nella Pa inizierà il prossimo anno: “Il numero di 450mila nuovi dipendenti pubblici, circolato nei giorni scorsi, è in realtà una stima delle uscite nel prossimo triennio. Per ogni anno dovrebbero essere circa 147mila” i pensionamenti. A quel punto si procederà con la ‘sostituzione’ di coloro che escono. Così si dovrebbe sopperire alla mancanza del ricambio generazionale che negli scorsi anni è stata causata da “una politica del taglio del turnover”.

Per la Bongiorno la semplificazione è fondamentale e l’obiettivo è fare “un concorso l’anno e ci sarà un mio decreto per la loro semplificazione. Con i miei concorsi chi vince vince e chi perde perde”. Cioè, l’idea del ministro è quello di eliminare il ruolo degli “idonei” nei concorsi, dicendo basta al metodo per cui si fanno “concorsi e praticamente vincono tutti”. Bongiorno spiega che c’è fretta di assumere a causa del ricambio generazionale e quindi l’idea è quella di procedere con le assunzioni “con il metodo Scia: prima assumo e poi controllo”.

La pubblica amministrazione è al collasso, secondo il ministro, “perché mancano certe figure specifiche”. Secondo lei è “falso dire che non serve assumere, non è vero che abbiamo dipendenti pubblici in esubero, ne abbiamo meno di altri paesi europei e siamo fanalino di coda a livello generazionale, non ne abbiamo a sufficienza sotto i 34 anni. L’età media è 52 anni, la mia età. Il dirigente medio ha 57 anni, allora è gravissimo continuare così con asset che vanno crollando”.

Impronte digitali è il ‘sistema che costa meno’

Il ministro parla anche delle misure contro i furbetti nella Pa: “Sulla autenticazione biometrica, con iride, impronte digitali, riconoscimento facciale ci sono dati positivi da alcune amministrazioni che l’hanno introdotta in via sperimentale, senza alcuna legge. Credo che il tipo di autenticazione che faremo noi sarà l’impronta digitale che è quella che costa di meno”. “Dobbiamo utilizzare gli strumenti tecnologici a nostra disposizione, è doveroso, chi offendiamo? Io lo ritengo doveroso”, conclude affermando che in quanto a possibili violazioni della privacy non ci sono rischi.


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