Stop allo ius soli, è ridicolo e deve finire


Trump lo ha annunciato a una settimana dal voto di Midterm: il presidente degli Stati Uniti vuole cancellare lo ius soli, attraverso un semplice ordine esecutivo. Togliendo questa misura, secondo il presidente Usa, sarebbe un ottimo contrasto all’immigrazione illegale. Durante un’intervista che andrà in onda domenica su Hbo, ha confermato quindi l’intento di togliere il diritto alla cittadinanza per i bimbi nati negli Stati Uniti da genitori che non sono cittadini americani o che sono immigrati illegali: “È ridicolo e deve finire”, ha affermato il presidente Usa.

“Mi è stato sempre detto che c’è bisogno di un emendamento costituzionale (per modificarlo, ndr). Volete saperlo? Non è vero” ha spiegato il presidente. “Si può senza dubbio fare con una legge del Congresso, ma ora mi dicono anche che posso farlo con un semplice ordine esecutivo”. Lo ius soli, negli Stati Uniti, fin ad ora è automatico e senza condizioni, protetto dal quattordicesimo emendamento della Costituzione, ratificato nel 1868, che recita: “Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e sottoposte alla relativa giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono”. Durante la campagna elettorale, Trump aveva già detto di volerlo eliminare, perché lo ius soli sarebbe “la più grande calamita che attira gli immigrati illegali”. Il tycoon, non ha precisato quando verrà eliminato, ma ha sottolineato che il piano “è in corso di svolgimento e accadrà”. Gli Stati Uniti saranno in controtendenza rispetto ad altri Paesi, che hanno una politica di cittadinanza legata alla nascita, come ad esempio il Canada.

Contro i propositi di Trump si sono schierate subito le associazioni: “Il presidente non può cancellare la Costituzione con un ordine esecutivo e la garanzia di cittadinanza del 14esimo emendamento è chiara” – ha detto Omar Jadwat, direttore dell’Immigrants’ Rights Project dell’Aclu – “Si tratta di un tentativo palesemente incostituzionale per seminare divisioni e soffiare sulle fiamme dell’odio contro gli immigrati, nei giorni precedenti alle elezioni di metà mandato”. Kristen Clarke, presidente e amministratrice delegata del Lawyers’ Committee for Civil Rights Under Law, intervenuta sul Wall Street Journal, ha detto che il piano di Trump “oltre a essere incostituzionale, esacerberebbe le tensioni razziali, sfrutterebbe le paure e provocherebbe un’ulteriore polarizzazione nel Paese, in un momento in cui servirebbero unità e inclusione”.

“Non può farlo” – ha commentato Laura Donohue, costituzionalista della Georgetown – “Sta dicendo in pratica che il presidente è al di sopra della Costituzione”.


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