Su divulgazione scientifica bisogna fare informazione a 370 gradi


Bisogna informare i cittadini a 370 gradi“. E’ la presunta gaffe su cui da ieri si fa ironia pronunciata dal ministro per il Sud Barbara Lezzi durante la trasmissione televisiva di La7 “L’Aria che tira”. La ministra era stata invitata dal conduttore a commentare la notizia del disegno di legge presentato da Luigi Gallo, parlamentare del Movimento Cinque Stelle, volto a istituire una commissione mista Rai-Ministero Sviluppo Economico, per decidere quale ricerca scientifica meriti di essere divulgata e quale no. Un tema spinoso sul quale Lezzi è sembrata arrancare, fino ad affermare che i cittadini hanno il diritto di essere “informati a 370 gradi”.

Naturalmente la gaffe non è passata inosservata e come di consueto sono scattate le battute sui social network, tutte con l’hashtag #Lezzi che è diventato trend topic su Twitter associato a svariati meme e battute divertenti. Non manca, però, chi sostiene che non si sia trattato affatto di una gaffe: se ad un primo ascolto della frase appare chiaro che la ministra dice “370”, successivamente ci si può rendere conto che si è trattato molto probabilmente di un piccolo errore di pronuncia.

Ad ogni modo, a prescindere dalla gaffe di Lezzi e dalla sua conoscenza di un angolo giro, ciò che più interessa è la conoscenza della ministra della materia di cui parla. Lezzi ha difeso l’iniziativa del collega parlamentare sostenendo che la proposta di indire una commissione di controllo della divulgazione scientifica e culturale della Rai è una buona idea, perché consente di presentare ai cittadini “tutte le versioni possibili in merito a un determinato argomento e non solo una”, ha detto lei. Immediata la replica del conduttore: “La ricerca scientifica però non è sottoposta a opinioni”. Il rischio, evidentemente, è che con una norma del genere trovino spazio sulla Rai anche teorie antiscientifiche e potenzialmente pericolose.


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