Tas, palla all’Uefa. Nuovo round, servir rigore. E il piano di Elliott


Paul Singer, americano, 74 anni, fondatore e amministratore delegato del fondo Elliott. Da luglio proprietario del Milan. AP

Paul Singer, americano, 74 anni, fondatore e amministratore delegato del fondo Elliott. Da luglio proprietario del Milan. AP

Nel futuro del Milan molto probabile un po’ di austerity. Quanto e come, si capir soltanto nei prossimi mesi, dopo la sentenza della commissione giudicante Uefa (attesa non prima di novembre). Sono finalmente arrivate a Nyon le motivazioni del Tas di Losanna che, a luglio, aveva cancellato il precedente verdetto di esclusione, considerandolo “sproporzionato”. Quindi la palla torna ai giudici Uefa: comincia ora una nuova partita non facile. Anche se, per l’Uefa, c’ almeno la garanzia di solidit finanziaria (Elliott) e di professionalit (Gazidis) che Li Yonghong non aveva mai offerto: motivo per cui i giudici avevano optato per il Milan fuori dalle coppe.

SENTENZA UEFA: GIUGNOI tempi del Tas sono stati lunghi, ma alla fine ecco le motivazioni. Non che aggiungano molto a quanto la Gazzetta aveva scritto: la differenza di vedute tra i giudici di Losanna e quelli di Nyon legata soprattutto ai tempi della decisione. Meglio ricapitolare. L’Uefa aveva giudicato il Milan di Li che non offriva nessuna garanzia, con un business plan non credibile e voci di fatturato molto, diciamo, ottimistiche. Questo al 19 giugno: il default di Li, e l’annuncio recente di un deficit superiore a quanto previsto dalla vecchia societ, fanno capire a posteriori che Nyon non aveva tutti i torti. Lo stop era per evitare che il default di Li si trasformasse in un default del club.


SENTENZA TAS: LUGLIODopo l’appello al Tas, per, cambia tutto. Non c’ pi Li, ma il fondo Elliott quello che i giudici di Losanna si ritrovano, decidendo di prendere in considerazione proprio questo nuovo scenario. Meglio per il Milan. Su queste basi, potenzialmente pi favorevoli, il caso va rivisto perch l’esclusione dall’Europa sembra esagerata. Ecco spiegato il rinvio all’Uefa: una situazione che crea, per, un “vuoto” normativo, nel quale il Milan agisce sul mercato abbastanza liberamente, pur sapendo di dover rientrare dal suo deficit.

DI NUOVO UEFALe carte sono tornate alla camera giudicante Uefa che le legger, se non l’ha gi fatto, e in tempi presumibilmente non biblici si pronuncer un’altra volta. Resta un dubbio, in punta di diritto: su quale situazione sar presa la nuova decisione? A quella del 19 luglio, data della sentenza del Tas, oppure a novembre/dicembre, data possibile della nuova sentenza Uefa? Luglio in teoria preferibile, visto che non c’erano ancora le nuove cifre, ma Nyon potrebbe decidere di adeguarsi anche lei all’ennesima “nuova situazione”. Quale che sia la scelta, il Milan ha un deficit pesante. Cosa pu succedere?

SOLUZIONI IMPROBABILISembrano da escludere le (teoriche) soluzioni peggiori e migliori in assoluto. Il baratro sarebbe se l’Uefa trovasse una situazione cos complicata da riproporre l’esclusione, ma sembra accademia: il Tas l’ha gi giudicata “sproporzionata”, difficile che Nyon vada alla sfida. D’altra parte non si vedono chance di sentenza ideale, e cio senza alcuna sanzione: se cos fosse, il Milan, con un nuovo proprietario, potrebbe addirittura chiedere un nuovo voluntary. Improbabili entrambe le opzioni.

SOLUZIONI POSSIBILIQuello che pu realisticamente accadere che la camera giudicante sanzioni il Milan: una multa, una limitazione della rosa, l’esclusione di nuovi acquisti, lo stop del mercato… Dipender dalla valutazione delle cifre, ma una punizione comunque ci sar. 1) Se il Milan la contesta, si ritorna al Tas, allungando di nuovo i tempi. 2) Se il Milan la accetta, tutto finito. Sanzione applicata. E poi, per, discussione con la commissione inquirente per il nuovo settlement. Perch una cosa la sanzione per i peccati del passato e un’altra lo sbilancio da ridurre.

SCENARIO SETTLEMENTNelle trattative per il settlement, l’Uefa chieder un business plan solidissimo, credibile, sostenibile, con un piano di rientro quadriennale del deficit. Viste le cifre in ballo, difficile nascondersi che sar un piano molto rigido, come in fondo erano stati quelli di Roma e Inter: perch il triennio 2016-18 comunque peggiore del triennio 2015-17 (per il quale c’era gi stato un “no”). Il nuovo Milan serio e conosce la situazione: far notare alla Uefa che tutto cambiato, e che la mala gestione precedente stata la causa (sarebbe una buona attenuante), ma l’austerity sar inevitabile.

 Fabio Licari 

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