Toninelli inqualificabile, il più imbarazzante dei ministri


L’approvazione del decreto Genova e l’esultanza, con il pugno, del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli hanno portato a una vera e propria bagarre oggi nell’aula del Senato. Tra le proteste dell’opposizione, soprattutto da parte del Partito Democratico. Proprio il capogruppo dem a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, intervistato da Fanpage.it si scaglia all’attacco di Toninelli, definito il “più imbarazzante dei ministri di questo improbabile governo“. Per Marcucci, il ministro delle Infrastrutture è “inadeguato” a ricoprire il suo ruolo e oggi “si è esibito in uno show francamente inqualificabile“. Marcucci, però, non se la prende solo con Toninelli ma anche con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, criticata per la sua gestione dell’Aula: “Credo e spero che in futuro la presidente del Senato riesca ad essere garante dell’Istituzione e a contenere meglio la sfida eversiva di questi ministri“, attacca ancora il capogruppo del Pd.

Oggi il Pd ha attaccato Danilo Toninelli per aver esultato con il pugno dopo l’approvazione del decreto Genova: cosa pensa di questo gesto e perché lo ritiene indifendibile?

Toninelli è il più imbarazzante dei ministri di questo improbabile governo. Ricordiamo ancora tutti i suoi precedenti scivoloni, non certo da oggi pensiamo che sia del tutto inadeguato al ruolo che ricopre. Oggi il ministro si è esibito in uno show francamente inqualificabile, si parlava del decreto Genova, di una tragedia vera che avrebbe dovuto ispirare ben altra compostezza istituzionale. Ed invece Toninelli si è prodotto in una esultanza da curva. Poi cosa ha voluto festeggiare? il condono edilizio? La perdita di 10 senatori del M5s, disgustati dalla svolta improvvisa del M5s? La ritrovata sintonia con Berlusconi, l’appoggio di Fratelli d’Italia?

È solo una questione di galateo istituzionale o ritenete questo gesto grave anche per altri motivi?

Certo c’è anche il galateo istituzionale, ripeto, si parlava di Genova, di una tragedia. Ma ovviamente non è solo questo: Toninelli e prima di lui Di Maio e Salvini sono venuti nelle Aule con atteggiamenti e comportamenti di offesa verso il Parlamento, non accettabili. Si mettano in testa che la democrazia diretta, vagheggiata da Casaleggio, non è ancora stata introdotta.

Oggi lei ha criticato anche la gestione dell’Aula da parte della presidente Casellati. A cosa è dovuta questa critica?  

Non è la prima volta che succede, credo e spero che in futuro la presidente del Senato riesca ad essere garante dell’Istituzione e a contenere meglio la sfida eversiva di questi ministri.

Nel decreto Genova si è votato anche il condono per Ischia: perché, secondo lei, è stata inserita questa misura nel decreto e si è voluto tenerla a tutti i costi?

È una vera e propria porcata, che Di Maio ha voluto inserire a tutti i costi, a costo di spaccare il suo stesso gruppo. Le ricordo che sono ben 10 i senatori Cinque Stelle che non l’hanno voluto seguire. Eppure il vicepresidente del Consiglio è andato avanti, sanando in modo irricevibile gli abusi di una parte importante del suo collegio elettorale, e trovando voti e solidarietà nei forzisti campani, quelli che un tempo definiva come una sorta di cancro della politica. Mi chiedo: perché questa svolta radicale del M5S? Quali sono i veri interessi di Di Maio?

Su questo decreto la maggioranza è stata sorretta anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia…

È così dall’inizio della legislatura. Ci pensi, con quali voti sono stati eletti Fico e Casellati? Con quali voti è stato eletto Marcello Foa come presidente della Rai? Con quali voti, ancora, solo ieri, è stato eletto il presidente della commissione Antimafia? Quando c’è da occupare una poltrona, Lega e M5S trovano sempre un accordo con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il Pd è davvero l’unica opposizione in Parlamento.

Il governo da una parte parla di privatizzazioni, dall’altra vuole revocare la concessione ad Autostrade. Come spiega queste due diverse linee politiche? 

Temo che la risposta non la sappiano neanche loro. Per ora in Aula arrivano provvedimenti pasticciati, confusi, senza alcuna ratio e purtroppo le conseguenze invece sono già chiarissime. Di Maio fa una legge sul lavoro e la disoccupazione riprende ad impennarsi. Salvini fa una norma sulla sicurezza, ma non interviene sull’unico nodo sensibile della vicenda, ovvero l’aumento degli organici delle forze di polizia. Sono molto preoccupato dalla legge di Bilancio, solo con le parole e con le minacce hanno portato lo spread oltre i 300 punti, aumentato i tassi per i nuovi mutui, alimentato il terrore dei mercati internazionali e degli investitori.


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