Tra l’idolo De Rossi e Fortnite, Frattesi spinge l’Italia: agli ottavi se batte l’Ecuador – La Gazzetta dello Sport


Romano e romanista, il centrocampista dell’Ascoli che ha risolto la gara con il Messico: “Daniele non è uno che “ti mangia”, ma ti da sempre una mano. Le assenze importanti? Ci danno la carica”

Il calendario della domenica di Davide Frattesi è fittissimo. Alle 18, a Bydgoszcz, Ecuador-Italia, la partita che agli azzurrini può dare l’aritmetica qualificazione agli ottavi del Mondiale Under 20 con un turno di anticipo. Alle 20.30, Roma-Parma, ultima partita con la maglia della Roma di Daniele De Rossi. Davide e Daniele si somigliano: hanno entrambi i capelli biondi, entrambi sono centrocampisti, entrambi calciano con il piede destro. Giovedì, contro il Messico, Frattesi ha però fatto centro con il sinistro. “Diciamo che me la cavicchio…”. Ci ha messo neanche tre minuti a sbloccare il risultato, su assist di Gianluca Scamacca, un altro romano “emigrato” a Sassuolo: “Ci conosciamo da quando siamo bambini. Siamo nati nello stesso quartiere (Fidene, periferia nord-est, ndr), a 100 metri di distanza, e siamo cresciuti insieme. Solitamente facevo io gli assist a lui, stavolta è successo il contrario”.

IO E DE ROSSI

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Frattesi non potrà essere all’Olimpico stasera per il saluto a De Rossi: tra i due, però, un contatto c’è stato, e anche molto recente. “Daniele mi ha mandato un messaggio dopo il gol al Messico – racconta -. Ma non è stato l’unico grande campione ad averlo fatto. Mi hanno scritto anche Fabio Cannavaro, Claudio Marchisio e Alessandro Matri: una grande emozione”. Però, per un romano cresciuto a Trigoria, De Rossi è De Rossi. “Il calciatore lo conoscono tutti, ma è il suo modo di essere che fa la differenza – spiega -. Quando sali in prima squadra e magari ti capita di sbagliare qualcosa, ci sono giocatori che ti ‘mangiano’. Lui no. Lui ti dà sempre una mano, ti mette sotto la sua ala. Ti aiuta, ti incoraggia, ti dà una pacca sulle spalle, una mano quando sbagli. E queste cose, un ragazzo che arriva dalle giovanili non le dimentica. Ho solo un paio di foto con lui, ma le conservo gelosamente. E non dimentico neanche gli insegnamenti del papà, Alberto, che mi ha allenato in Primavera. Sarà una giornata pesante, per la Roma e per tutti i romanisti».

Crescita

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Quest’anno, il primo tra i professionisti, Frattesi ha invece avuto Vivarini, in un Ascoli che ha conquistato abbastanza agevolmente la salvezza in B, arrivando anche vicino ai playoff: “La scelta giusta è stata fatta a inizio anno. A Sassuolo, forse, avrei trovato poco spazio, così ho deciso di andare in prestito in Serie B, in una piazza importante come Ascoli, che porto e porterò sempre nel cuore. Penso di essere cresciuto tantissimo (33 partite su 36, di cui 26 da titolare, ndr), nei momenti belli della stagione ma anche in uno molto negativo. A Lecce perdemmo 7-0, ma siamo stati bravi a ricompattarci”. Con la Nazionale, un grande Europeo Under 19 chiuso al secondo posto e, ora, un Mondiale Under 20 partito col piede giusto: “Il fatto che manchino tanti giocatori che hanno l’età per giocare con questa squadra (Tonali, Zaniolo, Kean, ndr) ha dato carica soprattutto ai ragazzi nuovi in questo gruppo”. E se Frattesi segnasse ancora? “Vorrei esultare con un ballo di Fortnite. Ma giovedì mi si è chiusa la vena e ho corso come un pazzo…”.


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