Tra sport e drammi personali: Bagni si racconta nel libro ‘Il Guerriero’ – La Gazzetta dello Sport


La morte del figlio di tre anni, la scelta di sterilizzarsi per non diventare più padre. Ma anche le vicende liete dello scudetto col Napoli e l’amicizia con Maradona nel libro scritto con l’aiuto di uno psichiatra

Salvatore Bagni a Napoli è di casa. E sarà stato per questo motivo che, presentando il suo libro “Il Guerriero” (edizione Absolutely Free), che racconta le imprese sportive ma anche i suoi drammi personali, si è lasciato andare a una confessione. Il fatto purtroppo è conosciuto: 3 ottobre 1992, in un incidente stradale muore decapitato il figlio Raffaele, nemmeno 3 anni compiuti, mentre Salvatore è alla guida. Il percorso per risollevarsi da quel dramma è lungo, complicato e forse mai definitivamente compiuto. Infatti questo libro Salvatore lo ha scritto con l’ausilio dello psichiatra napoletano Ignazio Senatore.

Macigno

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Parlandone al Pan di Napoli, Salvatore si è tolto un altro macigno da dentro: “Questa cosa non l’ho mai detta. E non l’ho scritta manco nel libro. La rivelo adesso. Mi chiedete se ho mai pensato di avere un altro figlio. Io vi rispondo che non ci sarebbe stato nulla e niente che avrebbe potuto sostituirlo, io e Letizia, mia moglie, ne eravamo convinti. E così presi una decisione”. Poco tempo dopo l’incidente il ricovero in una clinica a Ravenna, per sottoporsi a un intervento di sterilizzazione. “All’epoca non era manco legale, ma ero determinatissimo. Non avrei voluto altri figli nemmeno per errore”. Poi si è parlato anche del primo scudetto a Napoli, dell’amicizia con Maradona. Ma sono altri i particolari che fanno grande un uomo che ha dovuto sopportare un dolore incommensurabile.


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