Tria rispetti il contratto di governo e il M5s rispetti i patti


Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, lancia due precisi avvisi ai suoi colleghi e alleati di governo. Da una parte al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e dall’altra al MoVimento 5 Stelle che siede all’esecutivo con la sua Lega. L’avviso a Tria arriva su Alitalia e sulle scelte che il governo vuole fare sul tema. Intervistato dal Messaggero, Salvini spiega: “Su Alitalia sono assolutamente d’accordo con Di Maio e con l’ingresso del Tesoro nella compagnia aerea. Non possiamo far comprare Alitalia dal primo straniero che passa, la soluzione Di Maio mi sembra una buona soluzione”. E l’avvertimento nei confronti del ministro dell’Economia è esplicito: “Tria deve fare quello che dice il contratto di governo. Lo deve rispettare lui come lo rispettiamo noi tutti”.

Salvini spiega cosa intende dire su Alitalia: “Nel contratto c’è scritto, a chiare lettere, che ci impegniamo con tutta la nostra determinazione per il rilancio di Alitalia. Se remiamo tutti nella stessa direzione anche su questo, riusciamo a cambiare l’Italia come abbiamo promesso ai cittadini e loro si sono fidati di noi. Non vanno delusi, anche perché le nostre ricette, comprese quelle sulla compagnia aerea, non saranno tutte perfette ma secondo me sono le più adatte e noi ci crediamo”. In ogni caso, secondo il ministro dell’Interno non servirà chiedere le dimissioni di Tria: “Macché. Non sto dicendo questo. Dico soltanto che la linea è tracciata e Tria oltre ad essere un ottimo economista è persona duttile e capace. Non vedo grandi ostacoli. Questa su Alitalia, per un Paese come il nostro, che vive di turismo, che ha una forza commerciale e una centralità in tutti i flussi internazionali, è un’operazione strategica. E comunque, su questo e su altro, noi andiamo avanti”.

L’avvertimento al M5s in tema di giustizia

Salvini ribadisce anche le sue idee sulla legittima difesa. Dal palco di una manifestazione avverte: “Qualche alleato fa un po’ il difficile cercando inutili cavilli”. Poi torna sul tema nell’intervista al Messaggero: “Guardi, possono presentare tutti gli emendamenti che vogliono sulla legittima difesa ma io dico agli amici 5 stelle e a tutti gli altri che ci sono dei paletti che non possono essere rimossi o superati. Questa legge che difende le persone nelle proprie case e nella propria tranquillità resterà tale e quale come l’abbiamo concepita e questo vale anche per il decreto sicurezza. Quelle sono dighe che abbiamo stabilito dall’inizio, che sono state condivise e messe nero su bianco nel contratto. Confido nella stessa lealtà, da parte dei nostri partner di governo, che usiamo noi e non credo che vogliano disattendere gli accordi”.

Il ministro dell’Interno parla anche di reddito di cittadinanza: “È una priorità dei 5 Stelle e io rispetto i patti. Ma abbiamo imposto dei limiti a questo provvedimento, rendendolo più compatibile, perché siamo a favore delle imprese e della crescita. E vorrei ricordare che nella manovra ci sono anche la detassazione degli utili reinvestiti, la flat tax per le partite Iva e con Tria abbiamo messo 15 miliardi per gli investimenti. E il superamento della Fornero resta un punto fermo, un chiodo non eliminabile. Inutile discutere più di questo. Sono stato eletto per smontare questa legge ingiusta e lo farò”.


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