Tutti gli aumenti di tasse e imposte per i consumatori previsti dalla legge di Bilancio


La legge di Bilancio, come avviene tutti gli anni, porta con sé aumenti su imposte e tasse per i contribuenti italiani. Non fa eccezione la manovra varata dal governo guidato da Giuseppe Conte. Tutti gli aumenti previsti vengono ripercorsi dal Sole 24 Ore che spiega come si tratti sia di misure annunciate ed esplicite, sia di aumenti indiretti che derivano più che altro da mancate decisioni dell’esecutivo. Gli aumenti di cui si parla da giorni sono quelli riguardanti i giochi e i tabacchi: in entrambi i casi gli incrementi sono stati rivendicati dal governo e dovrebbero portare circa 370 milioni di euro di maggiori entrate nelle casse dello Stato.

Ci sono poi gli aumenti per via indiretta, come nel caso delle addizionali Irpef e Imu. Si tratta di incrementi non specificati esplicitamente nella manovra, ma che ci potrebbero essere nel caso in cui la legge non venga cambiata in Parlamento. Dal primo gennaio i sindaci e i presidenti di Regione potranno aumentare il prelievo fino ai livelli massimi stabiliti dalla legge. Questo avviene perché il governo non ha prorogato lo stop agli aumenti che è stato imposto fino a fine 2018. Le addizionali Irpef sono le aliquote delle imposte comunali e regionali sui redditi delle persone fisiche. Fino a fine anno non potranno aumentare oltre un certo limite: questa soglia verrà ora cancellata e, in caso di mancato rinnovo del blocco per il 2019, le addizionali potranno crescere a discrezione dei singoli enti locali.

Le tasse sui tabacchi: aumenta il costo delle sigarette

La legge di Bilancio conferma l’aumento delle accise sulle sigarette, sui tabacchi tranciati e sui sigari. Lo Stato punta a incassare 132,6 milioni di euro in più dal prossimo anno. Il che vuol dire un costo maggiore di dieci centesimi per ogni pacchetto di sigarette. L’aumento nel 2019 raddoppierà, come spiega ancora Il Sole 24 Ore, a causa dell’incremento automatico dato dall’indicizzazione dell’onere fiscale minimo entro il primo marzo 2019 per le fasce di prezzo medio-alte. Tradotto in soldoni, vuol dire 5 centesimi in più a pacchetto.

L’ipotesi è che l’aumento del costo delle sigarette venga assorbito dai produttori, ma il governo, intanto, ha deciso di procedere per l’aumento massimo di accise. C’è un altro aspetto sottolineato dal Sole: con l’aumento del prezzo delle sigarette, in passato, c’è stato un aumento dei livelli di contrabbando: la conseguenza è stata una decrescita dei volumi legali e anche delle entrate per lo Stato.

Le tasse sul gioco d’azzardo

L’intenzione del governo di tassare maggiormente il gioco d’azzardo è nota. E lo ha dimostrato il decreto dignità approvato in estate, con il quale è stato stabilito un aumento del prelievo su slot e videolottery. Gli effetti sul settore si ripercuoteranno fino al 2023, con un ulteriore appesantimento previsto dalla legge di Bilancio. Si avrà un aumento del prelievo erariale unico (Preu) sugli apparecchi di intrattenimento: l’obiettivo è quello di un maggiore gettito per 239,1 milioni di euro nel 2019. I costi non ricadranno solo sui concessionari, ma anche sui giocatori, perché in caso di stretta sul Preu arriverà una conseguente riduzione delle somme delle vincite. Che potrebbe arrivare già da aprile 2019.


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