tutti i misteri nascosti nel teatro Petruzzelli di Bari


Leggende di fantasmi, stanze segrete e strane coincidenze. Sono tanti i misteri che si nascondono all’interno del teatro Petruzzelli di Bari, il quarto più grande d’Italia, inaugurato nel 1903 e rinato dalle sue stesse ceneri nel 2009, dopo che un incendio doloso l’aveva quasi del tutto distrutto 18 anni prima. La sua storia affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando i due fratelli Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, decisero di finanziare i lavori per la costruzione di un teatro più capiente e fruibile rispetto a quello pubblico del capoluogo pugliese. Da allora, i più famosi artisti, tra tenori, etoile, attori e cantanti di musica leggera, si sono alternati sul palco dello stabile nel cuore del centralissimo quartiere Umbertino di Bari, facendo crescere la sua fama a livello mondiale. Tuttavia, ci sono alcune curiosità che ancora pochi conoscono.

La tragica coincidenza dell’ultimo spettacolo prima del rogo

Tra le curiosità legate alla storia del teatro Petruzzelli di Bari ce ne è una che riguarda l’incendio del 27 ottobre 1991. L’ultima opera rappresentata sul palcoscenico poche ore prima di quella tragica notte fu la “Norma”, spettacolo in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani, che si conclude proprio, ironia della sorte, con un incendio, quando la protagonista, Norma, sale sul rogo insieme all’uomo da lei amato. Una tragica coincidenza, ben impressa nei ricordi dei cittadini pugliesi. La platea e il palcoscenico sono stati completamenti sventrati dalle fiamme, mentre l’unico ambiente che è riuscito a sopravvivere è il foyer, rimasto praticamente integro ad eccezione di alcuni piccoli particolari perché ebbe la capacità di fungere da canna fumaria.

Il teatro Petruzzelli set di film che hanno fatto la storia del cinema

Proprio il foyer del teatro Petruzzelli di Bari è stato utilizzato come set di uno dei più importanti film della storia del cinema italiano, e cioè “Il giovane Toscanini” di Franco Zeffirelli del 1988. Il regista trasformò l’ambiente nel salone di una nave. Anche nella colonna sonora il soprano statunitense Aprile Millo canta brani di Aida con Carlo Bergonzi (il tenore Tobia Bertini) accompagnata dall’Orchestra ed il Coro del Teatro Petruzzelli e dal violoncellista Antony Cooke. Lo stabile del capoluogo pugliese ha fatto anche da cornice ad alcune scene di “Polvere di Stelle” di Alberto Sordi, commedia del 1973 interpretata insieme a Monica Vitti: qui i due attori sono marito e moglie, rispettivamente capocomico e soubrette, che proprio al Petruzzelli vivono il loro sogno di gloria e fantasticano sul futuro. In una scena in particolare i due si inchinano dinnanzi al teatro in segno di rispetto.

La leggenda del fantasma del soldato americano

Come in tutti i luoghi ricchi di storia, non mancano neppure al teatro Petruzzelli leggende di fantasmi che si aggirano indisturbati per i locali dello stabile. In particolare, si tramanda la credenza secondo la quale un marine americano, durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, si sia ucciso all’interno dello stabile lasciando che la sua anima girovaghi tra il palco e la platea.

La stanza dei misteri distrutta dall’incendio

Infine, pochi sanno dell’esistenza di una stanza segreta all’interno del teatro Petruzzelli, dove sarebbero conservati alcuni oggetti ricchi di storia e di mistero. A raccontarne l’esistenza è stato Antonio Manzari, caposquadra macchinista, intervistato da Roberto Giacobbo per uno speciale dedicato allo stabile barese della sua trasmissione “Voyager”: “Sapevo di una stanza dove c’era un ripostiglio, l’ho trovata tastando il muro – ha detto -. C’erano alcuni scrittoi e si vedevano su alcuni mobili degli spadini d’epoca ed elmetti, ma anche pergamene firmate da Benito Mussolini e del re imperatore Vittorio Emanuele III. Poi il teatro è crollato e nessuno è mai riuscito più ad entrarci. Nessuno ha più potuto vedere ciò che era in quella stanza”. L’incendio del 1991 ha così distrutto documenti probabilmente preziosi per la storia d’Italia che resteranno per sempre un mistero.


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