Tutti i Paesi devono rispettare regole UE


Tutti i paesi Ue rispettino le regole del bilancio Ue“, ha detto Mario Draghi durante un convegno a Francoforte. Con un palese riferimento all’Italia e alle misure contenute nella Legge di bilancio presentata dal governo Conte alla Commissione europea, il presidente delle Banca centrale europea ha spiegato come la mancanza di stabilità implichi un aumento dello spread, motivo per cui “i Paesi ad alto debito non devono aumentarlo ulteriormente“, ha dichiarato.

Durante il convegno quindi ha argomentato: “La mancanza di consolidamento fiscale nei Paesi ad alto debito aumenta la loro vulnerabilità agli shock, che siano auto-prodotti mettendo in forse le regole dell’Unione monetaria, o importati tramite il contagio. Finora, l’aumento degli spread è stato in gran parte limitato al primo caso e il contagio è stato limitato“. E ha aggiunto: “Il completamento dell’unione monetaria e bancaria in tutte le sue dimensioni, compresa la riduzione del rischio, e l’avvio dell’unione dei mercati dei capitali attraverso l’attuazione di tutte le iniziative in corso entro il 2019, sono diventati urgenti come i primi passi nella gestione delle crisi dell’area dell’euro sette anni fa, perché sono la migliore risposta alle minacce che vengono imposte alla nostra unione monetaria: a queste minacce, più Europa è la risposta“. Il riferimento sembra essere alla volontà italiana di andare avanti in tutto e per tutto anche contro le direttive europee, anche se Draghi non ha citato mai in modo diretto l’Italia.

Poi ha continuato spiegando: “L’inflazione di base dell’Eurozona continua a oscillare intorno all’1% e deve ancora mostrare una tendenza al rialzo convincente. Il Consiglio ha anche notato che le incertezze sono aumentate, e dunque a dicembre, con le nuove previsioni disponibili, saremo più in grado di fare una piena valutazione“, perché tutto questo di fatto potrebbe significare un contraccolpo sull’addio al quantitative easing, l’allentamento quantitativo con cui la Bce interviene sul sistema finanziario ed economico di una Nazione, per aumentare la moneta in circolazione. Infatti, la Bce procederà come stabilito solo nel caso in cui i dati dovessero confermare la convergenza verso i suoi obiettivi.

Secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria però, gli investimenti pubblici sono necessari per garantire la coesione sociale. Infatti, durante un video messaggio al Forum del private banking ha detto: “La crisi ha acuito le tensioni sociali, allargando la divisioni e forbice tra fasce più deboli e quelle più abbienti. In risposta all’ampliamento dei divari il governo ha l’obiettivo di garantire una più forte coesione anche grazie al forte impulso verso gli investimenti pubblici“.


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