un anno e risultati da incubo


Zero vittorie ufficiali neli ultimi dieci mesi per la nazionale italiana LA PRESSE

Zero vittorie ufficiali neli ultimi dieci mesi per la nazionale italiana LA PRESSE

Verrebbe da chiamarla maledizione svedese. Dalla gara dello scorso 10 novembre contro la nazionale scandinava l’Italia si è smarrita, sprofondando in una pesante crisi di risultati. A partire da quella gara, infatti, gli azzurri hanno avviato un processo di ridimensionamento internazionale. Un declino la cui origine si fonda sul gol di Johansson, che ha spalancato le porte dell’inferno del calcio italiano.

crisi
Tre giorni più tardi (13 novembre 2017) a San Siro la squadra di Ventura si è schiantata contro il muro difensivo svedese. Un pallido 0-0 finale che ha certificato l’assenza italiana al Mondiale dopo 60 anni. L’esonero dell’ex allenatore di Bari e Torino non ha cambiato le prospettive. Nell’interregno di Gigi Di Biagio sono arrivate, nel marzo 2018, la sconfitta contro l’Argentina a Londra (gol di Banega e Lanzini) e il pareggio contro l’Inghilterra grazie a un rigore di Insigne nel finale. Una lenta decadenza che ci ha visti sprofondare anche al ventunesimo posto del Ranking FIFA (mai così male nella nostra storia).


speranza mancio
E neanche l’avvento di Roberto Mancini al timone azzurro ha, almeno per ora, segnato la svolta tanto attesa. Il Mancio al debutto in panchina della nazionale ha festeggiato in amichevole l’unico successo degli ultimi dieci mesi, il sofferto 2-1 contro la non irresistibile Arabia Saudita. In rete Balotelli e Belotti e anche l’epifania di SuperMario è rimasta, ahinoi, una suggestione di mezza stagione. Contro avversari di maggior livello lo status malandato del nostro calcio è tornato d’attualità. In amichevole a giugno è arrivata la lezione francese dell’Allianz Riviera. Un netto 3-1 in cui i futuri Campioni del Mondo misero in mostra un netto predominio sul piano del gioco. Qualche giorno più tardi ( 4 giugno) a Torino il pari contro l’Olanda, anche lei rimasta out dalla Coppa del Mondo. Un 1-1 griffato Zaza e Aké, con gli azzurri in dieci per oltre venti minuti a causa dell’espulsione di Criscito. Risultati non particolarmente confortanti, ma si sa e lo dice la nostra storia: per l’Italia le amichevoli hanno sempre lasciato il tempo che trovano.

flop nations
E veniamo ai giorni d’oggi. Settembre 2018, parte la nuova competizione UEFA che ci vede inseriti in un girone tosto ma non impossibile da superare con Polonia e Portogallo. L’occasione giusta per vedere di che pasta siamo fatti e se ci sono possibilità di una rinascita immediata. E invece è arrivata una doppia doccia gelata. In casa contro la Polonia gli azzurri hanno acciuffato il pari (rigore di Jorginho), ma ai punti ha avuto più da recriminare la Polonia, neutralizzata da due grandi parate di Gigio Donnarumma. Ieri sera a Lisbona, nonostante la rivoluzione tattica manciniana e i nove undicesimi di formazione diversi rispetto alla sfida di tre giorni prima a Bologna, il copione è stato il medesimo. Squadra lenta e prevedibile, a tratti in balia degli avversari. L’ex milanista André Silva ci ha mandati al tappetto. 1-0 il risultato finale che sarebbe potuto essere anche più largo senza un paio di salvataggi di Donnarumma e Romagnoli. Insomma, troppo poco per pensare di tornare grandi. Ricapitolando, zero vittorie in quattro gare ufficiali e appena un successo nelle ultime nove sfide disputate. Dalla Svezia in poi un’Italia…da incubo!


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