Vaccini obbligatori, Grillo: «Morbillo sì, esavalente solo raccomandato»


Si torna a parlare di vaccini obbligatori, dopo l’approvazione definitiva del decreto “Milleproroghe” (con lo slittamento a marzo 2019 dell’obbligo di presentare la documentazione ufficiale e dunque la possibilità di fornire un’autocertificazione) e in attesa di un nuovo disegno di legge dedicato che introdurrebbe una sorta di “obbligo flessibile” («è depositato al Senato un ddl che supererà il decreto Lorenzin, un decreto emergenziale che non dà un quadro strutturale al Paese sulle politiche vaccinali» ha detto la ministra della Salute Giulia Grillo). Un obbligo che – ha spiegato la ministra – ad oggi serve per il morbillo, ma non per l’esavalente.

«Basta la raccomandazione»

«Non è l’obbligo vaccinale che fa salire la soglia dei vaccinati, ma il dibattito pubblico, la presa di coscienza dei cittadini – ha detto Grillo a “L’aria che tira” su La7 -. Non siamo contro i vaccini, siamo favorevoli, ma vogliamo che lo strumento dell’obbligo sia utilizzato in maniera intelligente e solo dove è necessario, come si fa anche in altri Paesi. Ad esempio è necessario l’obbligo sul morbillo, mentre non lo è per l’esavalente, per il quale credo sia sufficiente la raccomandazione». Il vaccino combinato esavalente protegge da poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, haemophilus influenzae tipo b. Per il morbillo vengono invece usati i vaccini tetravalente (morbillo, rosolia, parotite, varicella) o trivalente (morbillo, rosolia, parotite), quest’ultimo per i nati prima del 2017 cui non è richiesta l’immunizzazione contro la varicella. «Sugli altri vaccini, obbligatori prima del decreto Lorenzin ma “in forma leggera”, è possibile secondo noi tornare a un pre-Lorenzin. Mantenendo però alta l’attenzione sul morbillo, che è il vero problema di questo Paese» ha ribadito la ministra.

«Esavalente difende da malattie mortali»

Dura la reazione di Caterina Bini, senatrice del Pd e componente della Commissione Sanità: «Forse abbiamo capito male. La ministra della salute Grillo ha appena detto di non essere contraria ai vaccini, ma di preferire l’obbligatorietà per il morbillo ma non per l’esavalente. Non crediamo alle nostre orecchie. L’esavalente contiene il vaccino per difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B, cioè malattie mortali o gravemente invalidanti, specie se prese dai neonati. L’esavalente è dunque un salvavita: non solo è gravissimo retrocedere sull’obbligo, ma è inaudito lasciare intendere ai genitori che possano evitare di fare questo vaccino ai figli».

Copertura salita di 4 punti

Prima dell’entrata in vigore della legge Lorenzin la copertura vaccinale del morbillo era dell’87,3% (media italiana), oggi è salita al 91,7% (fa eccezione la provincia autonoma di Bolzano, ferma al 71,9%). Stessa cosa per rosolia e parotite; la varicella fa storia a sé perché riguarda solo i nati dal 2017 in avanti. Il Lazio è l’unica regione, secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (guarda), che ha raggiunto per il morbillo il 95% di copertura necessario per l’immunità di gregge, ovvero perché anche gli individui non vaccinati (in quanto troppo piccoli o immunodepressi) godano della protezione collettiva e la malattia smetta di diffondersi. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2018, in Italia ci sono stati 2.029 casi di morbillo (il 91,3% non era vaccinato), con 4 decessi. L’epidemia è ancora in corso e siamo ancora lontani, come media nazionale, dall’aver raggiunto l’immunità di gregge. Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc), dal 1° agosto 2017 al 31 luglio 2018 sono stati 14.118 i casi di morbillo in Europa, la maggior parte dei quali in Grecia (3.224), seguita dall’Italia con 2.873, Francia (2.794) e Regno Unito (1.724). I morti sono stati 37 e l’Italia è al secondo posto della classifica con 5 decessi, subito dopo i 25 della Romania. Per quanto riguarda i sei vaccini contenuti nell’esavalente, invece, la copertura in Italia (media nazionale) è superiore al 94%, ma non raggiunge il 95.

Le vaccinazioni obbligatorie per iscrivere i bambini a scuola


Difterite


Uno strumento flessibile

Pur riconoscendo che le coperture vaccinali in Italia sono migliorate anche grazie all’obbligo, la ministra Grillo va avanti sulla strada – già annunciata – della flessibilità. «Quella legge è stata utile e ha indotto tanti genitori a vaccinare, in quanto è servita a sollevare il dibattito. Segno che la gente ha bisogno di informazione. Pensiamo a uno strumento flessibile che consenta a Comuni e Regioni di intervenire localmente con l’obbligo, sempre in accordo con il Ministero – ha detto a La7 -. Qualcuno su questo ha fatto confusione, la nostra posizione è favorevole ai vaccini, ma tende a usare lo strumento dell’obbligo in maniera intelligente». Per la ministra «l’aggettivo “flessibile” non si riferisce all’obbligo, ma alla possibilità di usarlo in differenti momenti e circostanze». Per esempio per proteggere gli immunodepressi, ha spiegato Grillo, «bisogna raggiungere le coperture vaccinali necessarie. Lo strumento è quello, non l’obbligo. Anche avendo l’obbligo, l’epidemia di morbillo sta continuando. Le soglie di copertura vaccinale non sono salite per l’obbligo, ma per il dibattito pubblico che c’è stato». Quanto all’autocertificazione, «doveva interrompersi con un sistema di anagrafe vaccinale, che il governo precedente non ha fatto e che stiamo facendo invece noi».

Il bambino malato di leucemia

E ci sono nuovi casi di bambini immunodepressi che si trovano in classe compagni non vaccinati. Ultimo in ordine di tempo, quello di un bimbo di 3 anni della Val Pusteria (Bolzano) malato di leucemia: non frequenterà l’asilo del suo paese perché alcuni compagni non sono immunizzati. Come racconta il giornale locale Zett, il bambino è in cura dalla nascita, ma il suo sistema immunitario è ancora molto debole. A causa della presenza di bimbi non vaccinati, i genitori hanno deciso di revocare l’iscrizione all’asilo, dopo essersi consultati con i medici. «Non vogliamo accusare nessuno – ha detto il padre -, ma i genitori che non fanno vaccinare i loro bambini dovrebbero sapere che il loro comportamento impedisce a nostro figlio, che ha già sofferto tanto nella vita, certe esperienze nel suo sviluppo». Il bambino resterà a casa con la madre.

Alunni dirottati in altre classi

Situazione opposta a Mogliano Veneto (Treviso): una scuola elementare ha provveduto a trasferire da una classe tre bambini privi delle vaccinazioni previste per legge dirottandoli in altre aule, per permettere la frequenza a un bambino immunodepresso i cui genitori avevano segnalato il problema mesi fa. Una decisione che ha suscitato polemiche da parte dei genitori “no vax” coinvolti nella vicenda. In un’altra scuola veneta un bambino, appena superata la leucemia con trapianto e chemioterapia, si è invece trovato in difficoltà perché nella sua scuola sono stati ammessi cinque non vaccinati in una classe e due in un’altra e non ci sono altre sezioni disponibili: i genitori lo hanno ritirato dall’istituto.

25 settembre 2018 (modifica il 25 settembre 2018 | 17:24)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Link ufficiale: http://xml2.corriereobjects.it/rss/salute.xml