Valencia, Neto: “Juve, non mi trovavo bene”. E Marcelino: “Qui per vincere”


Marcelino Garc

Marcelino Garca Toral e Neto. Ansa

Il biondo non torna in pace. Neto rimasto alla Juve due anni da vice di Buffon e rivede lo Stadium con la maglia del Valencia. L’ex vice di Buffon ora un portiere titolare e non rimpiange i vecchi tempi: “Qui alla Juve non mi trovavo bene, non era quello che volevo. Sono contento di aver cambiato. Che penso di Szczesny? Ha grande qualit, ha fatto grandi stagioni ma difficile parlare dei singoli, non mi piace”. Chiaro. “Non pensavo di tornare per una partita di questo livello – continua -. Sono felice di essere qui. Troveremo un ambiente di altissimo livello, la cosa pi importante sapere che abbiamo tutto per imporre il nostro gioco e fare risultato”.

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L’ultima frase, che sembra retorica, ha pi importanza del solito: il Valencia a Torino per fare gioco e non accontentarsi. Marcelino, allenatore non pi in discussione, ripete il concetto pi volte: “Veniamo con l’intenzione di vincere, abbiamo il gioco e l’intensit per fare bene. Un pareggio? No, dobbiamo tentare di vincere. Tra due giorni vorrei essere in una situazione di classifica migliore di questa”. Il tema di fondo chiaro: tutto o niente. Il Valencia ha 5 punti nel gruppo H, contro i 9 della Juve e i 7 dello United, e vuole vincere per giocarsi tutto in casa contro Mourinho all’ultima giornata: “Sar una partita lunga e difficile – dice Marcelino -. Non penseremo alla partita col Real di sabato”. Cristiano Ronaldo, che al Valencia ha sempre fatto male ma all’andata venne espulso, sembra avere altri piani e Marcelino lo sa: “Cristiano un giocatore straordinario ma il Valencia all’andata non gli ha fatto niente. Non abbiamo deciso noi di mandarlo fuori, altrimenti sceglieremmo sempre di giocare in undici contro zero. Garay? Al momento fatica a camminare. Se saranno tutti disponibili, non ci saranno molti cambi rispetto alla partita col Rayo”. La formazione quindi potrebbe essere questa: Neto; Wass, Gabriel Paulista, Diakhaby, Gay; Soler, Kondogbia, Parejo, Guedes; Rodrigo, Santi Mina.


Dal nostro inviato Luca Bianchin 

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