veterinario di base per chi ha redditi bassi


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Il “Codice delle disposizioni per la tutela degli animali di affezione, la prevenzione e il controllo del randagismo” d’iniziativa della deputata Michela Vittoria Brambilla è stato assegnato alla Commissione Affari Sociali della Camera. Stando a quanto si legge nella relazione allegata, il testo di legge proposto dall’onorevole Brambilla si propone di colmare gli spazi vuoti della legislazione in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, stante le carenze normative manifestate in materia dalla legge-quadro 14 agosto 1991, n. 281.

Secondo le intenzioni del disegno di legge, questa legge quadro andrebbe abrogata e sostituita da una disciplina completa e organica atta a regolamentare la materia, “soprattutto alla luce della situazione allarmante in Italia che vede canili pubblici e privati sovraffollati, condizioni igienico-sanitarie carenti, adozioni e acquisti effettuati senza le necessarie attenzioni e, quindi, aumento degli abbandoni, favoriti anche da una generale difficoltà di accesso nei luoghi pubblici con un cane”.

Il codice per la tutela degli animali da affezione si compone di 11 capi, i quali sanciscono i principi, le finalità e le competenze in materia, occupandosi della prevenzione delle morsicature e delle aggressioni, delle strutture di ricovero, delle attività con gli animali d’affezione, delle misure generali di tutela e di quelle speciali contro gli avvelenamenti, delle prestazioni veterinarie e delle detrazioni fiscali, nonché degli organi di vigilanza e delle disposizioni sanzionatorie.

Secondo il codice, chi detiene a qualsiasi titolo un animale di affezione “è responsabile della sua salute e del suo benessere, deve fornirgli adeguate cure e attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l’età, il sesso, la specie e la razza. Questi dovrà, altresì, provvedere a far identificare l’animale e a farlo registrare all’anagrafe degli animali di affezione entro i termini previsti. È inoltre stabilito che chiunque rinvenga animali randagi o vaganti sia tenuto a comunicarlo tempestivamente al servizio veterinario ufficiale e alla polizia locale. Prevista, ancora, la possibilità di consegnare animali vaganti in situazione di abbandono o pericolo, anche se feriti o malati ai canili o gattili sanitari”.

Il disegno di legge, inoltre, stabilisce per una serie di animali il diritto a prestazioni medico veterinarie gratuite, erogate dalle aziende sanitarie locali. Le prestazione saranno erogate, ad esempio, ai cani e ai gatti presso i canili e gattili sanitari, ai gatti appartenenti alle colonie feline, ai cani adibiti alla guida dei ciechi o degli animali destinati alla pet therapy e alla riabilitazione. I proprietari di cani e gatti che rientrano in determinate situazioni reddituali o sociali, avrebbero diritto all’erogazione di prestazioni veterinarie di base.


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