“Vialli? il pi grande. Che anni alla Sampdoria”


Dici Gianluca Vialli e pensi a Roberto Mancini. O viceversa. Perch i gemelli del gol in fondo sono diversissimi, ma a inizio Anni 90 con Paolo Mantovani hanno segnato il miracolo Sampdoria e si vogliono tuttora bene come veri fratelli. Soprattutto ora che la vita ha messo uno di loro davanti ad una sfida tremenda. Entrambi classe ‘64, ora potrebbero ritrovarsi di nuovo in azzurro. Dove in fondo tutto cominciato. L’attuale c.t. della Nazionale ci racconta il suo Vialli proprio a partire dalle prima gare insieme.

Roberto mancini e Gianluca Vialli con la maglia della Samp.

Roberto mancini e Gianluca Vialli con la maglia della Samp.

Mancini, Vialli arriv alla Samp nel 1984, due anni dopo di lei. Dica la verit, al tempo temeva che le facesse le scarpe?

“Ma sta scherzando? Tra me e lui non c’era partita, io ero troppo pi forte. Al tempo giocavo in A da qualche stagione, mentre lui era ancora in B con la Cremonese. Ero il suo idolo (ride, ndr.). Ci conoscevamo gi per avere giocato nelle giovanili azzurre dove io, senza sapere che poi sarebbe arrivato davvero a Genova, gli dicevo di venire alla Sampdoria. Mantovani voleva creare una squadra che andasse contro l’establishment del nostro calcio, forte come le migliori”.

In effetti di soddisfazioni insieme ve ne siete tolte parecchie.
Quanto a rimpianti invece come siamo messi?

“Il pi grande quello di non avere vinto il Mondiale nel ’90, lo avremmo meritato. Soltanto la finale di Coppa Campioni del ‘92 paragonabile a quella delusione. Perch se l’Italia era la nazionale pi forte di tutte, la Samp contro il Barcellona ebbe tante occasioni per vincere quel match maledetto. Sono i momenti sportivi pi brutti che abbiamo vissuto insieme. Di belli ne ho tantissimi, anche perch quegli sono stati gli anni di una splendida giovinezza”.


Gianluca Vialli, 54 anni.

Gianluca Vialli, 54 anni.

Vialli il giocatore pi forte con cui ha giocato?

“Come attaccante di sicuro, grazie all’enorme lavoro che ha fatto era davvero completo. Aveva tecnica, era intelligente, fisico e anche furbo”.

A chi lo paragonerebbe tra i giocatori attuali?


“A nessuno. Per certi versi per mi fa pensare a Bobone (Vieri), che andava via di potenza e che con il lavoro cresciuto tantissimo”. Interpellato, Vieri se la ride: “Mancio matto, ero molto pi forte io di Luca!”.
Il litigio pi grande che come tutti i fratelli ha avuto con Vialli?

“Succedeva spesso, ma mai per motivi gravi. Una volta per esempio abbiamo litigato e non ci siamo parlati una settimana. Ma era una cavolata, una cosa di campo per un pallone non chiamato. Per un po’ ci siamo chiamati per cognome… Poi nella partita seguente gli ho tirato sulla testa e la palla andata in porta. Quindi abbiamo fatto pace subito…”.
Insieme siete stati anche stilisti…

“La storia della terza maglia. In Coppa delle Coppe dovevamo affrontare il Grasshoppers, che aveva la maglia biancazzurra. Quindi non potevamo indossare n la nostra azzurra n la bianca. Ai tempi ogni gioved ci trovavamo da Emilio per giocare a carte. L nacque l’idea di disegnare la terza maglia rossa. Poi ovviamente in rosso eliminammo gli svizzeri…”.

Con Vialli ci sono tanti aneddoti, dalle uscite in coppia in cui lui mandava avanti lei che era il bello alla stanza non pi condivisa perch lui russava.


“Di donne preferirei non parlare. vero per che eravamo anche compagni di camera, ma dopo essersi fratturato il naso Gianluca inizi a russare, quindi chiesi il cambio…”.

Quando invece lui cambi maglia fu un brutto colpo.


“Eravamo in un ristorante con altri giocatori. Gianluca ci disse che stava andando da Mantovani perch c’era la possibilit di passare alla Juve. Ci mettemmo a piangere tutti, anche lui. Speravamo che lui o il presidente ci ripensassero , ma poi andarono via 2-3 giocatori e cambi tutto. L per certi versi termin la mia giovinezza, perch arriv gente con meno anni di me. Con la morte di Mantovani poi fin la nostra Sampdoria”.

Vialli ha appena detto che giusto che giocatori come voi, che hanno ricevuto tanto dal calcio, si mettano in gioco e accettino ruoli prestigiosi e delicati. Lei ora c.t. azzurro, lui lo vedrebbe bene sia da vostro capo delegazione sia da presidente futuro della Samp, come si legge?

“Lui ha una grande storia alle spalle, una persona per bene, conosce tutto di questo mondo. Pu fare qualsiasi cosa, quindi lo vedrei anche come presidente della Samp”.
Come il vostro rapporto oggi?

“Continuiamo a sentirci, non abbiamo mai smesso. Anche se non gli ho mai detto che per me lui sempre stato un esempio. Io credevo di avere le qualit tecniche e che quindi non servisse sacrificarsi. Per le responsabilit che si prendeva, per l’impegno e per la seriet con cui faceva e fa le cose mi stato di grande aiuto”.

Ora lui alle prese con una cosa seria come un tumore.

“Non ne abbiamo mai parlato direttamente. Io non avrei avuto la forza di chiederglielo, lui non ha toccato l’argomento e ho rispettato il suo silenzio. L’ho saputo da un suo amico. Quando ci sentiamo solo per cazzeggiare, ma sempre in cima ai miei pensieri. Si ammalato un fratello, ma anche in questa storia Gianluca ha dimostrato la sua forza. Possiamo continuare a cazzeggiare…”.

 Luca Taidelli 

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