Voleva proteggerlo, aveva detto che viveva da sola


Dopo cinque lunghi anni il mese scorso Maria Henselmann ha trovato la forza per tornare nella casa da cui si era allontanata quando aveva appena tredici anni per seguire un uomo più grande di quaranta anni che l’aveva adescata in chat e convinta a stare con lui. Maria è la ragazzina tedesca sparita da Friburgo nel 2013, riapparsa a Milano qualche settimana fa, e che ora si è scoperto aver vissuto sempre con il rapitore-amante, il connazionale Bernhard Haase. Maria e Bernhard hanno vissuto questi anni a Licata, in Sicilia, e la gente del posto li ha anche aiutati credendoli padre e figlia. Inizialmente la ragazza, tornata in Germania con la sua famiglia, aveva detto di essere rimasta quasi subito sola, forse nella speranza di difendere l’uomo che l’aveva strappata ai suoi cari ma che per lei in questi anni è stato l’unico riferimento. In un secondo momento ha però chiarito che per tutti questi anni è stata con Haase in Sicilia, dove hanno vissuto di espedienti e sono stati aiutati dalla gente del posto.

Le parole della mamma di Maria: “Mia figlia manipolata” – “Mia figlia ha cercato di proteggere Haase — dice ora la madre Monika Beisler —: non le è ancora chiaro che a distruggere le vite sono i criminali, e non coloro che rivelano un crimine. Fino a pochi giorni fa non era chiaro neppure a me quanto la mia bambina fosse stata manipolata. A essere sincera — ha scritto la donna su Facebook alcuni giorni fa — avrei creduto a qualsiasi cosa mi avesse detto, tanto ero felice di vederla viva, seduta accanto a me”. Quando Maria era praticamente una bambina l’uomo ha organizzato la fuga e non importa che lei lo abbia seguito volontariamente: non aveva ancora raggiunto l’età del consenso e per legge era vittima della sua violenza.

Sono arrivati in Italia in bicicletta dall’est Europa – I due sono andati insieme in Polonia, poi – secondo quanto riferito dalla portavoce della polizia di Friburgo – nel 2013 sono arrivati in Italia in bicicletta passando per l’Est Europa. La gente di Licata alla trasmissione “Chi l’ha visto?” ha raccontato che la ragazza non si è mai ribellata a quello che tutti ritenevano suo padre. Come ricostruisce anche il Corriere, Maria e Haase mangiavano una volta al giorno alla mensa per i bisognosi organizzata dal Centro 3P gestito dalla parrocchia locale e si arrangiavano con qualche lavoretto. Hanno vissuto per un periodo in tenda e trascorso le giornate di fronte a un supermercato, poi hanno occupato una casa abbandonata.  Al Centro 3P Maria ha persino festeggiato il suo (falso) 17esimo compleanno. Quando alla fine di agosto Maria è scappata Haase ha iniziato a urlare per le strade di Licata, ma non ha lasciato la Sicilia forse nella speranza che la ragazzina potesse tornare. Ma invece lì è arrivata la polizia ad arrestarlo.


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