Voto 2019, il sondaggio Aic-Parlamento Europeo: “Un calciatore su due andrà alle urne” – La Gazzetta dello Sport


Quasi 400 atleti comunitari intervistati: il 52% ai seggi, gran parte degli altri indecisi. Solo 19 tra gli sportivi consultati non sono interessati. E dai giocatori tre richieste per la politica

Non è un plebiscito ma per un mondo spesso accusato di eccessiva leggerezza e lontananza dal mondo reale si tratta di numeri da non sottovalutare. Più di un calciatore su due, domenica 26, andrà a votare alle elezioni europee. È il risultato del sondaggio commissionato da Parlamento europeo e Assocalciatori presentato oggi a Roma nell’ambito della campagna #stavoltavoto.

i numeri

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A essere interrogati sono stati 387 tra calciatori e calciatrici (oltre il 10% degli affiliati Aic, tra professionisti, ex professionisti e calciatrici di Serie A). Oltre il 52% ha già le idee chiare: andrà alle urne. Il 34,3% non ha ancora deciso, mentre il 13,1% non voterà. Ma, attenzione: di questo 13,1%, il 60% non sarà in cabina per impegni sportivi, mentre il 38% e il 2% dichiara di non credere, rispettivamente, nella politica, e nell’UE. Un 40% di scettici pari a 19 intervistati su 387, meno del 5% del totale. Non basta: il 70% di chi non potrà esserci dice che lo farebbe se potesse votare, come previsto altrove, per posta o tramite delega (in Francia, ad esempio, è possibile).

le richieste alla politica

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Chi ha aderito al sondaggio – promosso da testimonial quali l’ex Juve Claudio Marchisio e il presidente dell’Aic Damiano Tommasi – ha avanzato alle istituzioni europee tre richieste prioritarie per la prossima agenda comunitaria: formazione per i giovani, sostegno per il fine carriera degli atleti e tutela della salute. Subito dopo, tra le priorità segnalate, il contrasto alla violenza negli stadi e al razzismo.


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